TG4 / L’intervista a Marco Boglione, Presidente della Fondazione Cavour

(…) E ora andiamo nel Torinese: i primi mesi di impegno di Marco Boglione alla presidenza della Fondazione Camillo Cavour di Santena. Dal dicembre scorso Marco Boglione, imprenditore, fondatore e presidente dell’azienda BasicNet, è il Presidente della Fondazione Camillo Cavour di Santena. Sessantatre anni, nato a Torino nel 1956, sposato, padre di quattro figli, Marco Boglione 25 anni fa ha intrapreso un’attività basata sulla rivitalizzazione di prestigiosi marchi dell’abbigliamento informale, casual e sportivo. In questa intervista Boglione presenta il lavoro avviato nei primi mesi alla guida della Fondazione Camillo Cavour di Santena. Tra gli impegni, la valorizzazione del complesso cavouriano di Santena che, dopo lo stop ai cantieri imposti dall’emergenza Covid, nella primavera 2021 vedrà l’inaugurazione del Museo Nazionale Cavour. Sentiamo l’intervista.

Quali sono stati i primi impegni dopo l’arrivo alla presidenza della Fondazione Cavour?
Quelli tipici di salire a bordo come comandante di una nuova nave cui si è stati destinati, quindi conoscere chi già se ne occupava, i cosiddetti stakeholder, e quindi le persone interne, il Consiglio di Amministrazione; e poi gli Amici della Fondazione, il Comune, tutte le relazioni della presa di possesso, diciamo, è tutto normale.

Quando è prevista la conclusione dei lavori che trasformeranno il Castello Cavour in Museo Nazionale cavouriano?
Guardi, la data esatta non la conosciamo ancora proprio perché c’è stato uno stop dei lavori dovuto all’emergenza sanitaria e ci saranno delle nuove normative per la frequentazione di questi ambienti culturali che stiamo recependo, capendo e adattando in corsa alla realizzazione del museo. Quindi io penso e spero che sia un’operazione che possa essere sostenuta, cioè l’apertura del nuovo museo, con circa un anno di ritardo rispetto al previsto, quindi per la primavera del 2021.

L’emergenza Covid ha condizionato il suo lavoro e l’attività della Fondazione?
Necessariamente sì. Abbiamo dovuto chiudere il parco e abbiamo dovuto prendere tutte quelle misure precauzionali, soprattutto all’inizio, anche nei confronti dei colleghi che lavorano alla Fondazione. Ma, dal mio punto di vista, cioè di imprenditore di un’azienda sul mercato e molto più grande della Fondazione Cavour, devo dire la Fondazione Cavour e forse anche tante altre Fondazioni sono state influenzate ma non così criticamente come le aziende.

 



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