Santena cerca il colpo: campus a Villa Cavour per i manager pubblici

Scuola nazionale / Inizio nei salone poi si investirà su Cascina Nuova
Convinto il ministro, dossier a Draghi. «Possibilità di sviluppo per tutto il Chierese»

SANTENA. I dirigenti e funzionari pubblici dal 2022 potrebbero formarsi nel luogo dove il Tessitore progettava l’Italia unita: la Fondazione Cavour si candida con forza per diventare sede della Scuola Nazionale di Amministrazione Pubblica (Sna). Potrebbe ospitarla subito, usando le scuderie e la sala diplomatica, senza grossi interventi strutturali. Ma sarebbe solo il nucleo di un’operazione dal grande potenziale, capace di creare opportunità di sviluppo per tutto il Chierese. Bisognerebbe infatti lavorare sull’accoglienza ai futuri manager pubblici: offrire appartamenti, alberghi “diffusi” e hotel di livello, ristoranti e locali che approfittino del flusso di persone in carriera. Non solo: grazie alla Sna la fondazione spera di attirare fondi per ristrutturare la Cascina Nuova, al fondo nel parco, e lì ricavare un campus universitario.

Utopia? Forse. Ma lunedì il ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha visitato il complesso cavouriano proprio per capirne l’idoneità e sembra che ne sia rimasto molto soddisfatto. Dunque, tra pochi giorni la Fondazione Cavour invierà un dossier a Roma e Brunetta lo sottoporrà entro fine mese al premier Mario Draghi. Insieme prenderanno una decisione. Se tutto andrà bene, dalla primavera il progetto potrebbe muovere i primi passi con la benedizione di Regione, Città di Torino e di Santena. La Scuola Nazionale di Amministrazione seleziona e forma i funzionari e i dirigenti pubblici. Il Governo creare due nuove sedi formative, una nel Centro Italia, probabilmente a L’Aquila, e l’altra nel Nord. Santena è avvantaggiato anche dal fatto che l’attuale premier conosce il complesso.

«Nel 2016, quando Draghi venne a ritirare il Premio Cavour, gli proposi di istituire qui una scuola politica», rivela infatti il sindaco Ugo Baldi. Così Brunetta ha deciso di raggiungere Santena e di vedere con i propri occhi se il complesso possa avere le caratteristiche giuste per ospitare la Sna. «Saremmo in grado di avviare la scuola negli spazi esistenti, poi verrebbe organizzata e ristrutturata la Cascina Nuova, in base anche alle esigenze che emergeranno – riassume Marco Fasano, direttore della fondazione – L’accordo con il ministero passerebbe da un memorandum o da una convenzione. Riteniamo di essere sulla buona strada».
Il complesso rurale di Cascina Nuova risale al 1800. Comprende un fabbricato con abitazioni, stalle e fienili nell’ala verso via Tetti Agostino, di fronte alla scuola media Falcone; una tettoia per il ricovero dei mezzi agricoli di oltre 450 metri quadrati verso il parco; un altro deposito, in parte chiuso, verso la circonvallazione. Al centro un ampio cortile con un bel pozzo dell’epoca.

«Chiunque abbia un minimo d’esperienza sa che si tratterebbe di un investimento di parecchi milioni di euro – abbozza Fasano. – Non vogliamo ancora parlare di cifre ma, se dovesse andare in porto la candidatura, lo Stato e altri enti garantirebbero delle risorse. Sarebbe necessario cambiare la destinazione urbanistica della cascina, che oggi è ad uso agricolo». Nei mesi scorsi il presidente Marco Boglione aveva già incassato il "sì" al progetto di un campus da Università, Politecnico e Città di Torino (è quest’ultima la proprietaria del complesso). In questo periodo sarebbe dovuta cominciare la fase progettuale, con un orizzonte temporale di diversi anni: Boglione, infatti, stimava di gettarne le basi nell’arco dei quattro anni del suo mandato e di procedere con i lavori nei successivi quattro.  Se la candidatura per la Sna dovesse essere accolta, il progetto riceverebbe un’accelerazione.

«In tal caso bisognerà averla pronta nel giro di qualche anno – anticipa Boglione. – Sarà necessario lavorare in accordo con le università». Per Santena e il Chierese l’arrivo della Sna rappresenterebbe un’opportunità dal punto di vista economico e di immagine. «Sarebbe frequentata da circa 400 persone provenienti da tutta Italia, il che significa un grande risvolto sulle strutture ricettive e di ristorazione, ma non solo – prospetta Baldi. – Non ho ancora avuto il tempo di parlarne con i miei colleghi sindaci, ma dovremo incontrarci per affrontare il tema dell’accoglienza: bisognerà garantire alberghi, b&b e strutture adeguate a quel tipo di utenza». Sarebbe necessario avere un ricettivo che metta a disposizione dei clienti connessioni wi-fi e camere moderne e di un certo livello. Ma anche occasioni in cui far conoscere le risorse storiche, gastronomiche e paesistiche del Chierese. Studenti e docenti della Scuola vivrebbero infatti qui durante i giorni dei corsi e non sarebbe un mordi e fuggi.

Dal punto di vista dei trasporti e dei collegamenti, per Baldi non ci sono problemi: «Santena è dotata di uno svincolo autostradale, è baricentrica ed è ben connessa a Torino con il trasporto pubblico». Boglione e Fasano immaginano la trasformazione della città in una piccola Fontainebleau: «È un’opportunità per cambiare passo e programmare il futuro dei prossimi 10-15 anni. Sarebbe necessario ripensare il piano regolatore e come gestire gli spazi cittadini. Bisognerà crescere e riqualificare l’offerta in termini di abitazioni, hotel, ristoranti e bar, magari creando anche degli alberghi diffusi. Le strutture dovranno essere più moderne, accoglienti e piacevoli da frequentare».

________________________________

ARTICOLO DI SPALLA / Brunetta chiede aule e ricettività

«La struttura dev’essere una vera scuola, non una sede di rappresentanza. Deve avere gli spazi adatti, le aule magne, un sistema di ricettività per studenti e docenti. Avere qui un centro di alta burocrazia farebbe inorgoglire Cavour». Così il ministro Renato Brunetta durante la visita di lunedì al complesso cavouriano ragionando sulla possibilità di aprire a Santena una sede della Sna. Durante la visita, il ministro ha anche ricordato la grande riforma della pubblica amministrazione varata da Camillo Benso di Cavour nel 1853, che poi venne estesa a tutto il Paese. Brunetta è stato accolto all’ingresso della villa dal presidente della fondazione Marco Boglione, dal direttore Marco Fasano, dai parlamentari Claudia Porchietto e Carlo Giacometto, dal sindaco Ugo Baldi, dal vice Roberto Ghio, dall’assessore Paolo Romano e dal componente del CdA della Fondazione Edoardo Tamagnone.

«Abbiamo accompagnato il ministro a visitare ogni centimetro del complesso – riporta Boglione. – Ci siamo lasciati con l’impegno di preparare un’analisi più approfondita della nostra candidatura. Da martedì ci stiamo lavorando senza sosta, perché il ministro ha chiesto di fare in fretta».

Fondata nel 1957, la Scuola Nazionale di Amministrazione Pubblica può contare su un corpo docente di esperti provenienti dal mondo accademico, dai ruoli della pubblica amministrazione e dalle organizzazioni internazionali. Chi viene formato può arrivare da ogni parte d’Italia. La sede centrale si trova a Roma, ma le attività di insegnamento e formazione si svolgono anche nella sede di Caserta. Da ottobre la scuola ha come presidente la ex ministra della giustizia Paola Severino, oggi presidente anche del Comitato scientifico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Da mesi la Fondazione aveva aperto un filo diretto con Roma: «Abbiamo sempre detto di voler trasformare il complesso cavouriano in un luogo destinato alla grande formazione – ricorda Boglione. – Quando a giugno il governo ha dichiarato di voler potenziare a livello formativo la pubblica amministrazione, ci siamo messi in contatto con il ministero e abbiamo avviato un confronto».



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *