Risparmi, volontari e 5 per mille. Così dovrà stare a galla il museo

SANTENA Le strategia del presidente Boglione. Un business plan? «Numeri inventati»

Cinque anni fa si stimava la necessita di avere almeno 50.000 visitatori l`anno perché il Memoriale potesse stare in piedi da solo. Oggi pare ne bastino quattro volte meno, perché un forte rigore nella gestione dei conti ha permesso alla fondazione di rivedere le stime al ribasso.

Ma come sopravviverà il Museo Cavouriano, finalmente aperto dopo decenni di lavoro? Ce la farà da solo oppure, ogni anno, dovrà elemosinare fondi pubblici per pareggiare il bilancio? Qual è la formula di gestione con cui è stato pianificato il suo futuro?

Il presidente Marco Boglione storce il naso di fronte all`idea di un vero business plan: «Sono un insieme di somme giuste e numeri sbagliati e inventati», sostiene. Lui di professione fa l’imprenditore. Ma si cataloga imprenditore della vecchia scuola e preferisce parlare di 5 per mille, di coinvolgere scuole, enti pubblici e privati…

L’unico numero che cita è il bilancio 2020 della Fondazione Cavour: circa 250.000 euro. In pareggio. Ma nel 2020 Villa Cavour era un cantiere, mentre ora è una realtà compiuta e comincia una nuova epoca: la sua gestione. Che significa costi differenti e necessità di valorizzazione per coprirli.

In che maniera? «Arriviamo da un anno e mezzo in cui tutto si è fermato a causa del Covid – premette Boglione – Stiamo costruendo le basi per garantire un futuro al Memoriale e ci troviamo in un percorso di apprendimento che potrebbe durare qualche anno. Bisognerà avere calma e pazienza».

Il presidente Boglione rassicura sulla solidità dei conti («sono assolutamente sotto controllo»), motivo per cui è convinto che si possa lavorare senza particolare fretta. La prima necessità è che i visitatori cominciano a riempire i tre piani della villa. Nel primo mese di apertura è stata vista da 600 persone, un numero che dovrà quasi raddoppiare per centrare l`obiettivo dei 1213.000 visitatori all`anno. Per adesso la fondazione non ha un proprio ufficio dedicato alla comunicazione e alla promozione: ci pensano in parte gli attuali addetti, in parte alcuni soci e il team che segue Boglione nelle sue attività imprenditoriali.

Il presidente punta comunque sui media: «Nell`ultimo periodo hanno parlato tantissimo di noi e questo ci sta aiutando. Ci troviamo in un luogo immersivo ed esperienziale. Tanti santenesi e persone del territorio vogliono vedere cosa c`è qui dentro, perché è qualcosa di unico: entri nella casa di Cavour, puoi vedere il suo scrittoio, la poltrona in cui si sedeva, gli oggetti di viaggio, il letto in cui si coricava».

Ma come pensate di attirare flussi di visitatori a Santena in maniera continuativa? «Lavoreremo sul mondo della scuola e su quello accademico, anche con il progetto di convertire a questo scopo la cascina storica. Il Museo, infatti, può essere considerato come una grossa aula interattiva, molto utile per gli studenti grandi e piccini».

I rapporti con le istituzioni scolastiche vengono coltivati, di fatto, soprattutto dai volontari dell`associazione Amici della Fondazione. «Dal nuovo anno scolastico lavoreremo per intercettare le scuole di ogni ordine e grado, perché qui possano venire in gita o avere dei momenti formativi – spiega il presidente Gianni Ghio – Uno dei primi obiettivi sarà quello di rinnovare la convenzione con l`ufficio scolastico regionale del Piemonte per la promozione e l’utilizzo del Museo. Poi stipuleremo altre convenzioni con i singoli istituti scolastici e con l’università della terza età».

Pochi anni fa, i volontari temevano di essere estromessi da una gestione fortemente professionalizzata, invece si trovano ancora più al centro del museo. Anche i visitatori, infatti, sono nelle loro mani: accompagnano i gruppi durante le visite multimediali. Invece le guide turistiche della Federagit si occupano di quelle guidate, se vengono richieste in anticipo. «Stiamo ultimando la formazione a livello storico dei nostri volontari-accompagnatori: sono circa cinquanta – fa sapere Ghio – Stanno partecipando a incontri sulla storia del Risorgimento e dell`Ottocento. Oltre al Museo, ci occupiamo anche delle visite del parco e dell`esterno del castello».

Per adesso non esiste un calendario di eventi che attiri la curiosità del grande pubblico. Restano i tre momenti del 17 marzo, 6 giugno e 20 settembre, fortemente istituzionali. «Ma svilupperemo dei pacchetti turistici e promozionali promette Boglione – Se ne sta occupando il più giovane socio della Fondazione, Maurizio Vitale: lui è il presidente di Turismo Torino».

Rispetto all’ipotesi di un direttore con uno staff di professionisti dell’economia museale, di un comitato scientifico che organizzi convegni e seminari, di gadget e bookshop, il presidente Boglione rovescia il punto di vista: «La nostra è una gestione dal basso, che si basa su un forte rigore dal punto di vista del bilancio e sull’utilizzo dei volontari».

L’obiettivo è di coinvolgere il più possibile istituzioni e privati. «A tal proposito, in questo periodo alcune aziende si stanno avvicinando per sostenere la Fondazione e stiamo avviando attività di ricerca fondi. E non dimentichiamo il sostegno degli enti locali e l’aiuto che continueranno a dare il governo e la Struttura di missione del Ministero».

Accanto agli incassi, insomma, Boglione punta molto sulla donazione. Compreso il 5 per mille: «Il Museo è un’istituzione che rappresenta tutti e tanti italiani potrebbero sostenerlo».



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