La Fondazione Cavour / Intervista a Marco Boglione

Marco Boglione è un imprenditore italiano, fondatore e presidente di BasicNet, azienda proprietaria di: Robe di Kappa, K-Way, Superga e Jesus Jeans. Nel 2012 è tra i soci fondatori della Fondazione Cavour, di cui assume la carica di Presidente il 4 febbraio 2020.

Buongiorno dott. Boglione, come è nata la Fondazione e di cosa si occupa?

Con il codicillo testamentario del 30 maggio 1946 Giovanni Visconti Venosta, l’ultimo erede della famiglia Benso di Cavour e Visconti Venosta, lasciava l’intera proprietà del Polo Cavouriano di Santena alla Città di Torino, concedendo l’usufrutto alla moglie, marchesa Margherita Pallavicino Mossi. Purtroppo nel 1947 Giovanni Visconti Venosta morì a Berna nel corso di un intervento chirurgico. Al fine di gestire al meglio il lascito di Visconti Venosta, nell’aprile del 1955 fu costituita dalla Città di Torino e dalla marchesa Pallavicino Mossi la Fondazione Cavour con lo scopo di promuovere gli studi cavouriani e di conservare e valorizzare i beni mobili e immobili del legato.

Cavour è una fonte d’ispirazione per lei e per i membri della Fondazione? In che modo?

Sì, è motivo di ispirazione, ma anche di responsabilità: dalla visione di quel giovane nobile piemontese nacque l’Italia mettendo le basi per quel lungo processo politico che oggi conosciamo come Europa. Tutto questo è per noi molto motivante sia come cittadini sia, per me, come imprenditore. Camillo Cavour nacque il 10 agosto 1810 e morì il 6 giugno 1861. Entrò in politica attiva solo nel 1848 come deputato, fu per la prima volta Ministro alla fine del 1850 e alla fine del 1852 ottenne per la prima volta il ruolo di Primo Ministro. Prima del suo ingresso in politica, Cavour fondò e diresse Il Risorgimento, fu imprenditore agricolo, eccezionale sperimentatore nelle proprietà di famiglia di Santena, di Grinzane Cavour e di Leri nei pressi di Trino Vercellese. Il suo pensiero e la sua azione in ambito finanziario, imprenditoriale e politico possono essere definiti lungimiranti, e di una rara modernità che trova pochi riscontri in altri uomini politici. Il 17 marzo p.v. sarà inaugurato il nuovo Memoriale Cavour promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale. Anche grazie a questo importante investimento, continueremo a valorizzare l’opera e il pensiero di Cavour con manifestazioni (17 marzo, 6 giugno e il 20 settembre con il Premio Cavour) di portata nazionale e rendendo disponibili al pubblico i 200 metri lineari di archivi.

Come pensa che l’azione di Cavour abbia inciso sulla nostra concezione attuale di stato, di politica e di economia?

Innanzitutto, bisogna dire che una delle persone che nella Torino risorgimentale del 1848 richiedeva uno Statuto fu proprio Camillo Cavour. Lo Statuto rimase in vigore per cent’anni, fino a quando non entrò in vigore l’attuale Costituzione Italiana. Lo Statuto prevedeva tra l’altro il principio di eguaglianza, il riconoscimento della libertà individuale, l’inviolabilità del domicilio, la libertà di stampa, la libertà di riunione, e introdusse il principio di tolleranza religiosa. Con Camillo Cavour il regno di Sardegna diventò una vera e propria monarchia costituzionale sul modello inglese. Egli non ebbe mai paura di confrontarsi con il Parlamento e in Parlamento. La sua conoscenza delle cose non era puramente teorica ma pratica: di molte cose ne aveva già sentito parlare durante i suoi viaggi di formazione, molti problemi li aveva già affrontati quando era stato imprenditore. Dal punto di vista dell’economia, basti ricordare che con la fusione della Banca di Genova e della Banca di Torino nacque la Banca Nazionale, il cui ruolo aumentò notevolmente grazie ai nuovi compiti assegnati da Camillo Cavour.

Grazie per la Sua disponibilità.



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