Il professor Pace nominato presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Camillo Cavour

Nel corso della seduta del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Camillo Cavour Santena che si è tenuta lo scorso 24 febbraio, il Presidente Cavaliere del Lavoro Marco Boglione ha formalizzato la nomina di Sergio Pace – Referente del Rettore per i Servizi Bibliotecari, Archivistici e Museali del Politecnico – quale presidente del Comitato Scientifico della Fondazione.

La nomina del professor Pace, ordinario di Storia dell’architettura al Politecnico, succede a quella del professor Gian Savino Pene Vidari dell’Università degli studi di Torino, in un’alternanza che vuole consolidare la collaborazione tra i due atenei torinesi focalizzata su più fronti alla crescita e al rilancio del territorio piemontese.

La Fondazione ha come finalità principali di promuovere gli studi cavouriani e ogni iniziativa utile ad approfondire e diffondere la conoscenza dello statista torinese, della sua opera e del suo pensiero nonché di conservare e valorizzare il lascito del marchese Giovanni Visconti Venosta alla Città di Torino, che consiste nel cosiddetto “Polo Cavouriano” di Santena, costituito dal Castello, la dimora di campagna dello statista immersa nello splendido parco, la tomba di famiglia e l’adiacente palazzo delle scuderie.

La notizia, inusuale per un ateneo scientifico per definizione, è stata accolta con favore dal Rettore Guido Saracco e dalla sua squadra di governo perché testimonia un ulteriore passo verso la realizzazione della commistione tra discipline tecniche e discipline umanistiche nell’attività didattica dell’Ateneo che rappresenta uno dei punti principali del Piano Strategico Polito4Impact.

“La presidenza del Comitato Scientifico della Fondazione Camillo Cavour Santena, credo sia un’occasione straordinaria per il Politecnico di Torino, da molti punti di vista” commenta il professor Pace “Si tratta di un luogo di produzione culturale di straordinaria importanza e visibilità che, grazie alla fama del Conte di Cavour, riesce a raggiungere un pubblico molto ampio, a scala internazionale, su temi che riguardano tutti noi, in qualità di cittadini europei e non solo torinesi, piemontesi o italiani. Anche grazie alle potenzialità del Castello di Santena col suo museo e col suo parco, può diventare una tessera preziosa nel mosaico di istituzioni culturali, accademiche e museali, che sempre più dovranno contribuire a trasformare il nostro territorio in una destinazione privilegiata per un turismo colto e multiforme, che includa non soltanto studenti e studiosi, ma anche cittadini informati e consapevoli, da ogni parte d’Europa” e conclude “quest’occasione credo sia essenziale per far comprendere sempre meglio come il nostro Ateneo, in città e non solo, possa impegnarsi anche oltre i confini suoi tradizionali delle scienze esatte, ad esempio aiutando a costruire, assieme ad altre istituzioni accademiche, il valore delle scienze umane e, in particolare, della public history, cioè di quella storia che s’interroga sull’importanza e sull’utilità sociale del proprio mestiere, di là da ogni specializzazione. Una sfida che sarà ancor più importante raccogliere a centosessant’anni dalla nascita dell’Italia unita (17 marzo 1861) e dalla morte di colui che l’ha voluta (6 giugno 1861).”



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