Boglione pungola Santena: «Col volano del Museo Cavour diventerà meglio di Venaria»

10 Dicembre 2021

Il presidente vuole il tricolore da record e la scuola d’eccellenza. Ma chiede ai privati di investire in alberghi e ristoranti

Prima il tricolore italiano più grande del mondo e la Scuola nazionale di amministrazione pubblica. Poi la revisione della convenzione con Torino e la digitalizzazione dell’archivio. Marco Boglione, presidente della Fondazione Cavour, immagina il futuro del complesso cavouriano e di Santena nel salone consiliare insieme a sindaco, assessori e consiglieri.

Li ha incontrati per coinvolgerli in qualcosa che supera il confine di Villa Cavour: Boglione chiede che la città cambi e si sciluppi attorno al nuovo museo nazionale. «L’anno scorso avevamo avuto un primo incontro in videoconferenza, stavolta ci siamo visti in presenza – introduce Boglione – Mi piacerebbe che questo momento di condivisione potesse diventare un’abitudine, da ripetere ogni anno».

RINEGOZIARE CON TORINO

Dall’inaugurazione del Memoriale Cavour, a fine aprile, fino ad oggi, la villa ha accolto 4.000 visitatori. La Fondazione sta però gestendo il Museo in economia. «Vorremmo rivedere la convenzione fatta tanti anni fa con il Comune di Torino, proprietario del complesso. Lo statuto e la missione di allora sono molto diversi da quelli di oggi. Scadrà nel 2026, ma dobbiamo cominciare a parlarne per arrivare pronti a quel momento».

Oggi, quasi tutte le risorse che arrivano con la convenzione vengono utilizzate per tenere in ordine la proprietà: manutenzione del parco, piccole opere straordinarie, spese per luce e riscaldamento. «I nostri conti godono di buona salute, ma dobbiamo immaginare le cose tra 5-10 anni. Avremo bisogno di utilizzare quelle risorse in altro modo, non soltanto per la sopravvivenza».

TRICOLORE DA RECORD

E’ il primo progetto che, a breve, dovrebbe vedere la luce. L’asta sarà di 51 metri. Numero simbolico: è l’età a cui morì Cavour. Su di essa verrà issata una bandiera di circa 15 metri per 30. «Sarà la bandiera italiana più grande del mondo, mentre l’asta sarà la più alta nel nostro Paese. Il progetto è pronto, ora dovremo condividerlo con la Soprintendenza. Ci sono ditte, privati e istituzioni che si sono fatte avanti per contribuire». 

Il sogno di Boglione è di poterla inaugurare il 6 giugno. «Se non ci riuscissimo, cercheremo di posare la prima pietra quel giorno e di tagliare il nastro il 20 settembre. Se dovesse andare proprio tutto a rilento, l’inaugurazione slitterà al 17 marzo 2023». Il presidente immagina un alzabandiera e un ammainabandiera quotidiano. «Tutti i giorni dovrà andare su e giù, con tanto di inno italiano ad accompagnarla. I vari enti potrebbero “adottare” questa cerimonia contribuendo a portarla avanti giorno dopo giorno. Dovrà diventare una tradizione come il cambio della guardia di Buckingham Palace, a Londra».

Boglione intende anche arricchire le tre ricorrenze annuali: l’unità nazionale il 17 marzo, la morte di Cavour il 6 giugno e la presa di Roma il 20 settembre. «Vogliamo mantenere le tradizioni e faremo il possibile per potenziarle. L’unità d’Italia va celebrata in maniera dignitosa: è un delitto festeggiarla in “grande” ogni 50 anni, bisognerebbe farlo tutti gli anni».

LA SCUOLA DEI MANAGER

L’altro progetto che potrebbe concretizzarsi nel giro di qualche mese riguarda l’apertura della Scuola nazionale di amministrazione pubblica. Un mese fa il ministro Brunetta aveva visitato il complesso e ne era rimasto piacevolmente sorpreso. «Abbiamo inviato il dossier di candidatura a Roma: si sono complimentati perché siamo stati veloci, precisi e disponibili. Ora aspettiamo una risposta: non sappiamo quando arriverà».

La Sna seleziona e forma i funzionari e i dirigenti pubblici. Porterebbe in città una media di circa 400 persone a settimana provenienti da tutta Italia. All’inizio le lezioni si svolgerebbero negli spazi attuali della Fondazione ma, in futuro, troverebbero posto nella ristrutturata Cascina Nuova, al confine del parco Cavour verso la circonvallazione: Boglione vorrebbe creare lì dentro un campus universitario, nel quale gli studenti possano dormire e fare attività di ricerca.

LA MEMORIA DIGITALE

In questo periodo la Fondazione ha cominciato a ragionare sulla digitalizzazione del suo archivio storico. «Ci stiamo confrontando con soggetti pubblici e privati per realizzare questo progetto. Abbiamo cominciato a digitalizzare tutto quello che adesso ci passa per le mani, ma c’è tantissimo materiale storico. Non ho idea di quanto possa costare tutto l’intervento, ma dobbiamo intervenire nei prossimi 5-10 anni. Sarebbe impensabile non averlo online nel 2032 ».

LA CITTA’ SI SMUOVA

Da decenni, ogni volta che Villa Cavour viene restaurata o ne cambia la gestione, viene rilanciata l’idea che sia volano per uno sviluppo delle attività santenesi: ricettività, ristorazione, viaggi, souvenir, accoglienza e guide… C’è un’economia intera che può essere sviluppata. Finora l’idea è caduta nel vuoto: nessuna attività privata ci ha creduto. Perché, stavolta, qualcuno dovrebbe investire? «Con l’apertura del Museo, la fondazione ha connotato Santena di qualcosa in più, ma nei prossimi anni potrebbero aggiungersi la Sna e una maggiore presenza del Ministero delle attività culturali, a cui abbiamo proposto il complesso come sede istituzionale. Questo porterà visitatori, studenti, funzionari, docenti, eventi…».

Per Boglione, la città dovrebbecambiare notevolmente: «Non ho ancora avuto un confronto con le realtà commerciali, ricettive, della ristorazione, ma intendo programmarlo. Santena potrebbe diventare molto meglio di Venaria, perché qui avremmo anche la parte accademica e istituzionale: possiamo trasformarci in un territorio ad alta vocazione formativa, come Oxford, Cambridge e Fontainebleau».

Chi dovrebbe essere l’attore di questo processo di trasformazione? «Lo farà la gente, il mercato. Non è necessaria una regia. Un po’ alla volta la città avrà dei nuovi bisogni da colmare e ci sarà chi investirà per rispondere a certe esigenze. Scommetto che fra 5 anni ci saranno alberghi, b&b, nuovi ristoranti e qualcuno ristrutturerà il proprio appartamento. Sfruttando anche i soldi del Pnrr, credo che Santena riuscirà a crescere un po’ per volta in maniera sostenibile e a creare ricchezza».



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