BasicFocus / Marco Boglione consegna a Giovanni Minoli il Premio Cavour 2020

20 settembre 2020, complesso cavouriano di Santena, Torino. Il giornalista, conduttore, autore e dirigente televisivo Giovanni Minoli riceve il 14esimo Premio Cavour, istituito nel 2007 e assegnato ogni anno a italiano eccellente.

A consegnare il Premio, il nuovo Presidente della Fondazione Cavour, Marco Boglione, Cavaliere del Lavoro, e Fondatore e Presidente di BasicNet, che ha contribuito a organizzare la cerimonia di quest’anno. Una cerimonia molto diversa dalle edizioni passate.

Con il Patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino e Comune di Santena, e con la media partnership del quotidiano la Stampa, il Premio Cavour è soprattutto un omaggio allo statista piemontese: un’occasione per celebrarne i valori.

Un grandissimo leader: il vero artefice dell’Unità d’Italia, che la Fondazione Cavour è impegnata a promuovere e divulgare.

Ma l’Italia non è l’unico orizzonte di riferimento della Fondazione. Così come Cavour fu europeista convinto, anche il futuro di questa istituzione guarda ormai oltre i confini nazionali.

Da due anni, con la trasmissione Green Leader in onda su National Geographic, Giovanni Minoli intervista i grandi manager italiani. Tema: la sostenibilità, oggi in cima all’agenda politica dell’Europa.

Nella sua carriera, Giovanni Minoli ha saputo raccontare e anticipare i grandi temi della politica e dell’attualità. Inventore di Mixer, direttore di Rai 2, Rai 3, Rai Educational e del canale Rai Storia, da lui ideato, Minoli ha realizzato programmi che hanno fatto la storia della televisione italiana.

La 14esima edizione del Premio ha sfilato tra continuità e cambiamento. Momenti solenni – la Banda Musicale Santenese che esegue il Canto degli Italiani; il premiato che firma il Libro d’Onore della Fondazione e poi, come ogni anno, al termine della cerimonia porge il suo omaggio alla tomba di Camillo Cavour. Ma anche intermezzi meno istituzionali – Minoli che indossa il Premio, una riproduzione in oro degli occhialini dello statista piemontese; si lascia intervistare, risponde alle domande del pubblico, non si nega qualche battuta su Cavour.

Innocenti eresie – anche trasformare Cavour in un eroe pop: ogni mezzo è lecito per tramandare i valori e la storia dell’Italia, e promuovere la Fondazione dedicata a chi questa Italia l’ha fatta.



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