Archivio storico

[La morte di Pietro di Santa Rosa]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 807 del 8 agosto 1850 Abbiamo detto che era obbligo nostro di portare un giudizio sui fatti che precedettero ed accompagnarono la morte di Pietro Santa Rosa, ed ora che compiuti sono gli ultimi uffici che ad esso doveansi, lo facciamo con quel sentimento che ci veniva altra volta da lui stesso ispirato.…

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[Il commercio e i mercati asiatici]

Il Risorgimento», Anno III, numero 803 del 3 agosto 1850 Sin dai primi giorni del corrente anno annunziavamo con molta soddisfazione ai nostri lettori essersi progettata in Genova la costituzione di una società per istabilire su larghe basi relazioni commerciali colle Indie orientali e gli arcipelaghi australi.…

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[La Banca nazionale. 3. Il corso forzoso]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 801 del 1° agosto 1850 Dal quadro ebdomadario della condizione della Banca, che noi pubblichiamo nel presente numero, risulta avere il ministro delle Finanze pagata la seconda rata del prestito dei 20.000.000, scaduta fin dal mese di aprile; onde il debito dello Stato verso la medesima si trova ridotta a 16.000.000.…

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[La morte del Presidente degli Stati Uniti]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 798 del 29 luglio 1850 L’inaspettata morte del generale Taylor, presidente degli Stati Uniti d’America, per cui viene innalzato a quella suprema magistratura il sig. Millard Fillmore, uomo quasi sconosciuto in Europa, è fatto grave che merita di fissare l’attenzione degli uomini politici dei due emisferi, giacché un mutamento radicale nei principi che guidano il Gabinetto di Washington, potrebbe esercitare, nelle attuali contingenze, influenza notevole anche sulle cose nostre.…

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[La discussione sul bilancio all’Assemblea francese]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 797 del 27 luglio 1850 Dopoché l’Assemblea francese deliberava, nella tornata del 17 luglio, di prorogare i suoi travagli dal dì 11 agosto a 11 novembre, purché in quel giorno si trovino votati i bilanci del 1851, ha portato innanzi con molto calore la discussione del bilancio, così che può contarsi che tutto sarà compiuto prima del tempo prefisso, se ella continua a spiegare la stessa deferenza pel progetto e la stessa celerità di voto che sinora ha mostrate.…

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[«Storia del Piemonte» dell’avv. Angelo Brofferio. Regno di Carlo Alberto][2]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 797 del 27 luglio 1850 [2] Impresa singolarmente malagevole si è quella di ricercare negli scritti dell’avvocato Brofferio un sistema preciso e costante di politica. Noi vediamo bensì leggendo la sua storia del Piemonte, ch’egli prova la più calda simpatia per i rivoluzionari d’ogni paese e d’ogni specie; che ogni congiura lo interessa, ogni movimento popolare eccita il suo entusiasmo.…

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[La Banca nazionale. 2. Il rimborso del prestito allo stato]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 791 del 20 luglio 1850 La legge del 9 luglio sulla Banca nazionale, mentre provvedeva a far scomparire ogni traccia d’illegalità dall’atto di fusione delle due banche di Genova e di Torino, stato in origine sancito da semplice decreto reale, ebbe per precipuo scopo di ridurre la circolazione monetaria al suo stato normale col togliere ai biglietti di banca il privilegio del corso coattivo.…

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[La Banca nazionale. 1. La circolazione]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 789 del 18 luglio 1850 Dallo specchio della situazione della Banca nazionale, che pubblichiamo nell’ultima facciata di questo foglio, appare che l’ammontare dei biglietti in circolazione ascendeva il giorno nove dell’andante mese a lire 43.711.250 Cioè: Mutuati al Governo
lire 18.000.000 Emessi per effetto di operazioni bancarie » 25.711.250 La legge testé sancita dal Parlamento e promulgata il 9 del corrente, prescrivendo alla Banca di restringere, nello spazio di 3 mesi, la sua circolazione entro il limite di 40.000.000, ne consegue ch’essa deve prima del 9 ottobre ritirare per non più emetterli 3.711.250 di biglietti.…

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[La moderazione politica]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 786 del 15 luglio 1850 Lord Palmerston nel suo ultimo discorso del 25 giugno, in cui difese alla Camera dei comuni tutta la sua politica estera, venendo agli affari d’Italia, così si esprimeva: «Per quanto poi riguarda alla nostra politica in Italia, io rigetto assolutamente le accuse che ci furono fatte di essere gli avvocati, i sostenitori, i promotori della rivoluzione.…

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