[Lettera all’avv. Brofferio]

«Il Risorgimento», Anno II, numero 363 del 28 febbraio 1848

La seguente lettera venne diretta al sig. avvocato Brofferio, direttore del Messaggiere, a rettifica di un articolo inserto nel foglio suddetto del 24 andante.

Ill.mo Signor Direttore, Un articolo inserto nel Messaggiere di sabato riferisce essersi sparsa la voce che mentre una dimostrazione popolare si faceva per determinare Vincenzo Gioberti a rimanere al potere, questo ministro trovatasi circondato da parecchi antichi deputati, fra i quali sono annoverato.

Tale voce essendo priva affatto di ogni fondamento, ricorro alla sua gentilezza ed imparzialità onde voglia smentirla coll’inserire nel prossimo suo numero questa mia lettera.

Dal principio dello scorso agosto, assai prima che il ministero Casati si sciogliesse, non ebbi più alcuna relazione né diretta né indiretta con Vincenzo Gioberti, e non mi venne più fatto di dirigergli la parola, se non quando, da esso invitato ad una serata al ministero degli Esteri, scambiammo un ringraziamento con un complimento.

Questo mio richiamo non mira ad altro che a far conoscere la verità su di un fatto che potrebbe dar luogo a malevoli commenti, e non a respingere come ingiuriosa l’asserzione di essere in relazione con l’illustre autore del Primato. Giacché, se come deputato e giornalista io ho potuto trovarmi con esso in dissenso politico sopra alcune questioni, non ho cessato mai di rispettarlo come una delle più splendide glorie e delle maggiori speranze d’Italia.

Mi conceda finalmente, sig. Direttore, che io le manifesti il mio stupore nel vedere come ella abbia accolto con tanta facilità un racconto diretto a far vedere al pubblico che io fossi stato promotore di una dimostrazione faziosa.

Queste calunniose insinuazioni, com’ella ben sa, son un’arte solita adoperarsi dai tristi per diffamare i loro nemici politici; ed ella non può aver dimenticato che, alcuni mesi or sono, voci analoghe a quelle inserte nel suo giornale vennero sparse da taluni, che forse ora le si professano amici, per persuadere al pubblico che le dimostrazioni tumultuose del 29 luglio erano state il risultato di una cospirazione di concerto tramata tra lei e me.

Dalla fonte a lei ben nota onde scaturirono quelle antiche calunnie, ella può argomentare quali sieno i fondamenti delle insinuazioni calunniose a mio riguardo che ella vedrà ripetute.

Nel ringraziarla anticipatamente del richiestole favore, ho il bene di professarmi con stima

Dev. Servitore C. Cavour


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