Voltaire, François-Marie Arouet Le Jeune detto

 

François-Marie Arouet Le Jeune nasce a Parigi nel 1694. Il padre François Arouet è notaio e fervente giansenista. Nel 1704 è iscritto presso il collegio gesuita di Louis-le-Grand. Nel 1711 s’iscrive alla scuola superiore di diritto. Nel 1717, alcuni versi contro il reggente di Francia Filippo d’Orléans, gli causarono l’arresto e la reclusione alla Bastiglia. La pubblicazione del poema La Ligue del 1723, scritto durante la prigionia, ottenne l’assegnazione di una pensione da parte del re. L’opera verrà pubblicata nuovamente col titolo Enriade, nel 1728.Il favore che gli mostrarono subitaneamente i nobili di Francia non durò a lungo: sempre a colpa dei suoi scritti mordaci, entrò in contrasto con il cavaliere di Rohan, il quale lo fece bastonare dai suoi domestici e rifiutò a con sprezzo il duello proposto dal giovane poeta. Le proteste di Voltaire gli servirono solo ad essere imprigionato nuovamente. Dopo un breve periodo in esilio fuori Parigi, Voltaire si vide costretto ad emigrare in Inghilterra (1726-1729). In Gran Bretagna, grazie alla conoscenza di uomini di cultura democratica, scrittori e filosofi come Robert Walpole, Jonathan Swift, Alexander Pope e George Berkeley, maturò idee illuministe contrarie all’assolutismo feudale della Francia. Ivi scrisse, poi, le [[Lettere inglesi]] (o Lettere filosofiche), per le quali venne di nuovo condannato, in quanto aspramente critiche contro l’ancien régime. Durante l’esilio in Inghilterra assunse lo pseudonimo di Voltaire.Ancora esule in Lorena (a causa dell’opera Storia di Carlo XII del 1731), scrisse le tragedie Bruto e La morte di Cesare, cui seguirono Maometto ossia il fanatismo e Merope, il trattato Gli elementi della filosofia di Newton oltre all’opera storiografica Il secolo di Luigi XIV. In questo periodo cominciò una relazione con la nobildonna Madame du Châtelet, e, anni dopo, con sua nipote, Madame Denis. Grazie al riavvicinamento con la corte, favorito da Madame de Pompadour, nel 1746 fu nominato storiografo e membro dell’Académie Française.Dal 1749 al 1752 soggiorna a Berlino, ospite di Federico II, che lo nominò suo ciambellano. A causa di una speculazione finanziaria, Voltaire litigò col sovrano che lo fece arrestare abusivamente, per breve tempo, a Francoforte. Dopo questo incidente, passarono molti anni prima che i loro rapporti si pacificassero.Impossibilitato a tornare a Parigi, si sposta allora a Ginevra, finché entra in rotta con la Repubblica calvinista e ripara nel 1755 a Losanna.Ormai ricco e famoso, diventa un punto di riferimento per tutta l’Europa illuminista. Entra in polemica coi cattolici per la parodia di Giovanna d’Arco in La pulzella d’Orléans. Il Candide ovvero l’ottimismo (1759) è l’opera letteraria più riuscita del suo pensiero, contrario ad ogni provvidenzialismo o fatalismo, superstizione e fanatismo, a favore di una maggiore tolleranza e giustizia.Rientrato a Parigi ed entrato nella Massoneria, muore un mese dopo, nel 1778. Malgrado il trionfo, alla morte gli è negata la sepoltura ecclesiastica. I suoi resti riposano al Panthéon dove sono stati trasportati durante la rivoluzione, l’ 11 luglio 1791, al termine di un corteo funebre e di una cerimonia grandiosa.


Soprannome: Voltaire


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