Naville, Jean-Édouard

 

Jean-Édouard Naville (1787-1851), agronomo, proprietario terriero, uomo politico e d’affari ginevrino, amico di Cavour, dedito sin da giovane alle imprese agricole, iniziate con l’allevamento dei merìnos. Dopo la restaurazione della repubblica ginevrina, nel 1813, per una ventina d’anni ricoprì incarichi pubblici nel governo della città, da cui si dimise per motivi di salute. Rimase però nel Conseil représentatif, dove si dedicò all’attività politica mediando tra le concezioni aristocratiche e le esigenze di progresso. Le attività agricole e finanziarie, intraprese con alcuni familiari, soprattutto a partire dal 1832, furono molteplici e fortunate: dalla coltura forestale in Francia (almeno mille ettari acquistati in dieci anni in Borgogna, nella Meurthe e nella Meurthe-et-Moselle) alla costruzione di un’imponente segheria, dallo sfruttamento dell’antracite del Vallese all’irrigazione delle rive della Mosella dall’amministrazione delle vetrerie di St-Gobain, all’impegno nello sviluppo delle industrie chimiche. Dal primo matrimonio nel 1811 con Sophie Boissier (m. 1820) ebbe tre figli e dal secondo nel 1823 con Blanche Lullin de Châteauvieux (1803-1876) ne ebbe uno.


Soprannome: Naville, Jean-Édouard Naville

Fonte: Diari, I, pag. 59


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