Mazzini, Giuseppe

 

Giuseppe Mazzini (1805-1872) aderì alla carboneria, della quale divenne segretario in Valtellina. La sua attività rivoluzionaria lo costrinse a rifugiarsi in Francia, a Marsiglia, dove organizzò nel 1831 un nuovo movimento politico chiamato Giovine Italia. Il motto dell’associazione era Dio e popolo e il suo scopo era l’unione degli stati italiani in un’unica repubblica, quale sola condizione possibile per la liberazione del popolo italiano dagli invasori stranieri. L’obiettivo repubblicano e unitario avrebbe dovuto essere raggiunto con un’insurrezione popolare. Mazzini fondò altri movimenti politici per la liberazione e l’unificazione di altri stati europei: la Giovine Germania, la Giovine Polonia e infine la Giovine Europa. Nonostante la sua perseveranza, l’importanza delle sue azioni fu più ideologica che pratica. Dopo il fallimento dei moti del 1848, durante i quali Mazzini era stato a capo della breve esperienza della Repubblica Romana insieme ad Aurelio Saffi e Carlo Armellini, i nazionalisti italiani cominciarono a vedere nel re del Regno di Sardegna e in Camillo Benso conte di Cavour le guide del movimento di riunificazione. Mazzini non accettò mai la monarchia e continuò a lottare per gli ideali repubblicani. Nel 1870 fu recluso nel carcere militare di Gaeta e costretto all’esilio, ma egli riuscì a rientrare sotto falso nome a Pisa, dove visse nascosto fino al giorno della sua morte quando la polizia del nuovo Regno d’Italia stava nuovamente per arrestarlo.


Soprannome: Mazzini

Fonte: Wikipedia


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