Clermont-Tonnerre, Victoire, n. de Sellon d’Allaman, de

Victoire de Sellon (1777-1849), primogenita del conte Jean-Gaspard de Sellon, è molto bella, di carattere forte e volitivo e, in un primo tempo, il padre di Cavour – Michele – si invaghisce di lei. La ragazza però, ambiziosa e desiderosa di un patrimonio più sostanzioso, accetta volentieri la proposta della marchesa di Cavour, la quale – per sviare le attenzioni del figlio – le presenta il conte Louis Blanchard Roero de La Turbie, ex ambasciatore del regno sardo a San Pietroburgo e proprietario della magnifica tenuta di Ternavasso, non lontana da Santena, un miglior partito, di elevata condizione sociale. Dopo il matrimonio gli sposi si trasferiscono a Parigi, poiché il conte La Turbie è nominato ciambellano di Napoleone, e – fra le amicizie parigine – frequentano assiduamente Maret, il potente Ministro degli esteri e Segretario di stato. Il matrimonio però è di breve durata: dopo soli nove mesi Vittoria lascia il marito a causa dei continui maltrattamenti, e si rifugia presso la sorella a Palazzo Cavour, in attesa della separazione legale. Dal 1808 condivide con Filippina di Sales i lunghi anni di servizio presso la principessa Paolina Borghese, in veste di dama di compagnia. Nel 1815, rimasta vedova del primo marito, sposa il duca Jules-Gaspard-Aynard de Clermont-Tonnerre (rimasto vedovo dopo la morte di Modeste de Bruc de Montplaisir) pari di Francia, col quale vive a Parigi, a Ginevra ed infine a Torino, in un’ala di Palazzo Cavour. Conduce vita brillante, sempre vestita con gran ricercatezza, e intrattiene nel suo salotto le più eminenti personalità. Rimasta vedova per la seconda volta, vive stabilmente a Torino, trascorrendo lunghi soggiorni nel castello di Santena. Muore nel 1849, pochi mesi prima della sua grande amica Filippina di Sales, e viene sepolta a Santena nella tomba dei marchesi i Cavour.


Soprannome: Victoire, sonchenote, Victio, Victoire de Clermont-Tonnerre, tante, chère tante, Victoire de Sellon d'Allaman, Mme de Tonnerre, tante de Tonnerre, ma tante Tonnerre, tante Victoire, ma tante, Vittoria

Fonte: Archivio Cavour - Santena


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