Cavour, Michele Antonio Benso di

Michele Antonio Benso (1781-1850). Figlio di Giuseppe Filippo Benso e Filippina di Sales, diventa il VII° marchese di Cavour. È ancora bambino quando scoppia la rivoluzione francese, ma a soli sedici anni deve arruolarsi nell’esercito repubblicano francese, che ha occupato il Piemonte e che combatte contro le forze austro-russe per la conquista dell’Italia settentrionale. Quando nel 1799 gli austriaci sembrano riprendere il sopravvento, Michele – sperando in un ritorno dei Savoia – lascia l’esercito francese e si unisce ad un nucleo dell’esercito sabaudo appena ricostituito. L’illusione è breve perché Napoleone sconfigge a Marengo gli austro-piemontesi e restaura il domino francese in Piemonte. Michele, temendo ritorsioni, espatria( ) recandosi dapprima in Toscana, poi a Ginevra insieme allo zio Franchino. Rientra a Torino solo nel 1802, dopo l’annessione del Piemonte alla Francia, allorché i Benso – come molti nobili piemontesi – si rassegnano a collaborare col nuovo governo consolare di Napoleone, vedendo in lui un tutore dell’ordine e una garanzia contro gli estremismi rivoluzionari. Nel 1805 sposa Adele, figlia del conte Jean-Gaspard de Sellon, conosciuta durante il soggiorno ginevrino( ). Dal matrimonio nascono due figli: Gustavo nel 1806 e Camillo nel 1810.Nel 1808 intanto con l’arrivo a Torino del principe Camillo Borghese e della consorte Paolina Bonaparte, i marchesi di Cavour sono chiamati a far parte della corte imperiale: Michele ha l’incarico di primo ciambellano del principe ed in seguito è nominato barone dell’impero. Alla caduta di Napoleone, i Savoia tornano sul trono e allontanano dalle cariche pubbliche tutti coloro che avevano collaborato coi francesi; Michele perde la carica di amministratore della tenuta di Lucedio, ex proprietà del principe Borghese, ma nel 1822 ne compra una parte consistente – la tenuta di Leri – che amministra personalmente. Gestisce di persona anche le tenute di Santena, Ponticelli e Trofarello, nonché quella di Grinzane, appartenente alla cognata Vittoria. Il figlio Camillo eredita dal padre le doti di eccellente amministratore. La diffidenza dei Savoia verso i marchesi di Cavour è di breve durata e il marchese Michele nel 1819 è chiamato a far parte del consiglio municipale di Torino; nel 1833 è nominato sindaco e nel 1835 viene scelto da Carlo Alberto come vicario e soprintendente di polizia, carica che mantiene fino al 1847.Lo stesso Carlo Alberto lo nomina Cavaliere della Gran Croce, decorandolo del Gran Cordone.


Soprannome: papa, papino, Padre, père, Michele Benso di Cavour, mon père, Cavour, papa grand, cher papa, son mari

Fonte: Archivio Cavour - Santena


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