Cavour, Gustavo Benso di

Gustavo Benso (1806-1864). Come figlio primogenito di Michele Benso, è l’erede del patrimonio di famiglia e del titolo di marchese di Cavour. Di indole studiosa e riflessiva, si laurea in Giurisprudenza nel 1826. Nello stesso anno sposa Adelaide Lascaris di Ventimiglia, dalla quale ha tre figli: Augusto, Giuseppina e Aynardo. Purtroppo, pochi giorni dopo la nascita del terzo figlio, la giovane moglie muore. La morte prematura della moglie provoca in Gustavo una grave crisi esistenziale. Cerca conforto nella religione e negli studi filosofici. Nel 1836 incontra l’Abate Antonio Rosmini e ne nasce una profonda amicizia. Contribuisce a diffondere l’opera di Rosmini attraverso i suoi saggi e scritti filosofici: la sua opera più importante si intitola Fragmens Philosophique. Nel 1848 un altro grave lutto colpisce il marchese Gustavo: il figlio primogenito Augusto è ferito a morte nella battaglia di Goito, nella prima guerra d’indipendenza. Seguono anni difficili, in cui Gustavo diventa sempre più malinconico e introverso; si allontana da amici e conoscenti e si dedica sempre più a studi filosofici e religiosi. Nel volgere di pochi anni perde anche la nonna e i genitori; la figlia Giuseppina si sposa, il figlio Aynardo parte per il servizio diplomatico. Gustavo e Camillo rimangono soli e il palazzo Cavour, un tempo così pieno di vita, diventa triste e silenzioso. Gustavo sopravvive di soli tre anni al fratello Camillo. Egli è stato dapprima un membro della Camera Subalpina e, dopo l’Unità, deputato del Parlamento Italiano.


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Fonte: Archivio Cavour - Santena


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