[Polemica con la Concordia]

«Il Risorgimento», Anno I, numero 237 del 3 ottobre 1848

La Concordia nel suo foglio di ieri propone a’ suoi lettori di ribattezzare il Gabinetto, imponendogli il nome di Ministero Abercromby-Cavour-Revel.

Quantunque io reputi un onore il vedere il mio nome associato a quelli del sig. Abercromby, pel quale professo un’alta stima, e del sig. di Revel, che io considero come l’uomo il più capace di reggere con senno e vigore le finanze dello Stato nelle presenti critiche circostanze, debbo tuttavia dichiarare che la Concordia fu acciecata dalla soverchia benevolenza di cui mi fu sempre larga, e che più poté questa volta di quello scrupoloso riguardo per la verità che d’ordinario la distingue.

La Concordia fu tratta in errore da quei suoi amici incaricati di riferirle quanto traspira dalle sale diplomatiche e dalle aule ministeriali; giacché se queste le avessero rapportato il vero, saprebbe che da sette mesi io non fui nelle sale del diplomatico inglese, e non posi piede nelle aule del ministero delle Finanze, se non allorquando si radunò una commissione, di cui fui chiamato a far parte dal ministro Ricci.

Cerchi dunque la Concordia, se ha in pregio l’esattezza dei vocaboli, un altro nome per qualificare il Ministero contro il quale ella nutre odio tanto implacabile. Per ciò che mi spetta, se non mi è dato l’associare il mio nome a quelli degli onorevoli membri che lo compongono, sono pronto ad unire la mia voce alla loro, se essi nel Parlamento, fedeli al loro programma ed ai loro antecedenti, si faranno propugnatori di una politica leale, forte, sapiente, opposta in tutto a quella politica funesta che ci volevano imporre i ministri, patroni ed amici della Concordia.

C. Cavour


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