[Onoreficenze a industriali piemontesi]

«Il Risorgimento», Anno III, numero 774 del 1 luglio 1850

Il Re volendo manifestare in modo solenne la piena soddisfazione per esso provata dalla visita fatta alla esposizione dei prodotti dell’industria patria, ha, sulla proposta del ministro d’Agricoltura e Commercio, Pietro di Santa Rosa, conferto la croce di cavaliere dei ss. Maurizio e Lazzaro ai sigg. Mongenet, Gregorio Sella deputato e Gabriele Capello detto Moncalvo.

Se con questi premi il Re ebbe di mira il dimostrare il conto grandissimo nel quale ei tiene l’industria nazionale, puossi dire altresì ch’ei si chiarì in pari tempo sagace apprezzatore del vero merito, giacché i reali favori non potevano cadere sopra persone che ne fossero più meritevoli.

In fatti nel sig. Mongenet deve riconoscersi il più antico ed il più distinto dei fabbricanti di metalli. Da cinquant’anni le ampie sue officine furono sempre le prime nelle quali furono posti in pratica i numerosi e singolari perfezionamenti che la scienza e l’arte operarono nell’industria metallurgica.

Ma non è solo la capacità tecnica che raccomanda alla stima dei suoi concittadini questo benemerito fabbricante: i costanti suoi sforzi per migliorare la sorte dei numerosi operai ch’esso impiega, che riconoscono in lui più un padre che un padrone, i soccorsi d’ogni maniera di cui è largo per le non ricche popolazioni della valle d’Aosta, in mezzo alla quale egli vive di continuo, lo rendono degno dì essere annoverato fra i veri apostoli della civiltà moderna.

La famiglia Sella è da molti anni nel possesso del primato nell’industria delle lane in Piemonte. Dopo averlo conseguito essa seppe serbarlo, tenendo dietro a tutti i progressi che si andavano compiendo nelle altre contrade. Presentemente i loro lanifizi rispetto alle macchine ed ai metodi di fabbricazione possono sostenere il confronto degli opifizii esteri più rinomati. Ben meritevole quindi di una speciale distinzione era il sig. Gregorio Sella, capo della casa fratelli Sella, il quale come deputato al Parlamento, diede ripetute prove di essere non solo un valente industriale, ma un esperto cultore delle dottrine finanziarie ed economiche.

Nel premiare poi un deputato biellese, il Re intendeva forse onorare in modo speciale quella provincia che tanto si distingue per l’ingegno e l’operosità industriale de’ suoi abitanti. Il Biellese riunisce molte condizioni per diventare un giorno il Lancashire del Piemonte; e certamente esso sarebbe in grado di realizzare queste nostre speranze, se l’esempio dei signori Sella, e del deputato Gregorio in ispecie, trovasse molti imitatori tra i suoi abitanti.

I meriti del Capello, conosciuto sotto il nome popolare di Moncalvo, son ben noti a tutti gli abitanti della capitale, che hanno avuto tante occasioni di ammirare gli stupendi suoi lavori come fabbricatore di mobili. Molti dei prodotti delle sue officine sono vere opere d’arte, ond’egli può considerarsi non solo come un industriale, ma altresì come un vero artista.

Ma questi non sono i soli titoli del Capello ai reali favori. Le virtù del cittadino non sono in lui meno chiare dell’ingegno dell’artefice. Egli si adopra da più anni con cure assidue al miglioramento della condizione fisica e morale delle classi operanti: cogli atti e colle parole, cogli esempi e coi consigli egli ha cercato di promuovere tutto ciò che può sollevare gli operai; e si può dire che per ciò che lo riguarda personalmente esso vi sia pienamente riuscito; poiché i lavoranti delle sue officine rimangono nella sua dipendenza trattenuti ancora più dal vincolo della riconoscenza e dell’affezione, che da quello dell’interesse.

Possa l’esempio del Moncalvo trovare molti imitatori, ed in allora per certo la società piemontese andrà per sempre esente dai pericoli che minacciano la egoistica società francese.

Il paese, non ne dubitiamo, farà plauso a questi onori così giudiziosamente distribuiti, e scorgerà in questi atti di sovrana volontà una nuova prova di quello spirito veramente liberale che anima il giovane Monarca, che per nostra ventura regna sulle subalpine contrade.



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