[Commercio e politica estera dell’Inghilterra]

«Il Risorgimento», Anno I, numero 147 del 17 giugno 1848

Molte persone, massime del partito retrogrado, credono come articolo di fede, essere l’Inghilterra la principale fautrice dei torbidi del continente. Questi l’accusano ad alta voce ch’essa li ecciti perfidamente per nuocere alle industrie che in esso si esercitano, e favorire così le proprie fabbriche.

Quest’ingegnosa opinione avrebbe alcun fondamento, se l’Inghilterra non avesse cogli Stati europei nessun commercio d’esportazione. Ma siccome, al contrario, ella smercia in essi una quantità enorme di prodotti, non può in fin de’ conti ricavare nessun utile reale dagli avvenimenti che arenano gli affari commerciali in quelle contrade.

Quand’anche la concorrenza delle fabbriche europee nei paesi d’oltre mare fosse diminuita in seguito ai torbidi politici, questo vantaggio sarebbe più che compensato dalla diminuzione delle esportazioni negli Stati travagliati da crisi economiche.

Ma non è vero che i torbidi di un paese industriale diminuiscano necessariamente l’esportazione da esso. Anzi non di rado ne promuovono l’aumento. Infatti, le crisi economiche avendo per conseguenza necessaria la diminuzione della consumazione interna, e quindi l’avvilimento del prezzo dei prodotti manufatti, questi possono essere spediti in maggior copia del solito sui mercati esteri.

Così accadde in Francia per le stoffe di seta. Queste, avendo enormemente scapitato in valore dopo la rivoluzione di febbraio, i mercanti americani ed inglesi ne fecero immense incette, e l’esportazione di esse per l’Inghilterra e l’America aumentò notevolmente, con grave danno certamente dei fabbricanti di Manchester e di Londra.

Questo astratto raziocinio è confermato pienamente dai documenti officiali, riprodotti nel numero del 10 giugno del giornale l’Economist. Da questi vediamo che nei quattro primi mesi degli anni 1847 e 1848, l’Inghilterra esportò prodotti sommanti: pei quattro primi mesi del 1847 a 16.157.000 lire sterline; pei quattro primi mesi del 1848 a 14.411.000 lire sterline.

Diminuzione: 1.746.000 lire sterline, cioè oltre 40.000.000 di lire italiane.

Questa grave diminuzione non parrà straordinaria, quando si rifletta che nel 1847 l’Inghilterra esportò sul continente europeo prodotti di un valore maggiore di 26.000.000 di lire sterline, mentre il valore totale delle sue esportazioni non oltrepassò di molto il doppio di questa somma, ascendendo solo a 57.000.000 lire sterline.

Queste cifre e questi fatti, dice l’Economist, debbono ricevere la maggiore pubblicità, onde convincere tutti gli uomini di sano criterio, che il vero interesse dell’Inghilterra la spinge a desiderare il ristabilimento della pace e della tranquillità sul continente europeo.

C. Cavour


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